Gomme cicciotte e manubrio Up-Right!

Porfido, ciottolato, ghiaino, dossi e grate: con una bici così chi le sente più le insidie stradali?!

Finita a dicembre 2017

Componenti
  • telaio Olmo in acciaio a congiunzioni
  • tg 58 x 58
  • guarnitura Shimano 600 Arabesque (52-42 t)
  • cambio posteriore Shimano 600 Arabesque
  • deragliatore anteriore Shimano 600 Arabesque
  • levette cambio Shimano 600 Arabesque
  • freni Shimano 600 Arabesque
  • ruota libera Regina Oro 6v. (16-21 t)
  • mozzi Shimano 600 (NOS)
  • pipa Nitto Pearl 9 (NJS)
  • manubrio Nitto B352 Albatross
  • sella Brooks Flyer copper
  • pedali Lyotard 136R
  • manopole Gropes-Non Usual (UK)
  • cerchi Ambrosio Prisma élite 36H (NOS)
  • guaine freno Semerfil made in Italy
  • leve freno a sciaboletta
  • copertoni Kenda 700 x 28
  • serie sterzo BRN a cuscinetti
  • movimento centrale a cartuccia 118mm
  • catena KCMC 8v.
Appunti

Dopo tantissime bici vintage restaurate ed equipaggiate con pezzi Campagnolo (il marchio vicentino per antonomasia quando si parla di biciclette), per questo custom work ho seguito una strada diversa e ho utilizzato il diretto e acerrimo concorrente: Shimano. C’è da dire che Shimano è entrato nel mercato delle bici da corsa quasi 40 anni dopo Campagnolo, lo ha imitato, talvolta copiato, di sovente superato.

Non apro la lotta tra chi tifa Campagnolo e chi Shimano, ci mancherebbe, in questa mia officina ammiro tutte le cose belle, fatte con materiali pregiati e che al sol toccarle ti rendi conto di quanto studio, lavoro, progettazione ci sia dietro. Per questo telaio Olmo degli anni 70 ho usato uno Shimano 600 Arabesque (prodotto tra la fine ’70 e inizi ’80).

E’ sempre gran bello maneggiare pezzi che hanno così tanti anni di vita e ancora funzionano a meraviglia dopo il restauro. Fluidi e scorrevoli, poi ti fermi e vedi che sono pure splendidi e splendenti. Su un telaio in acciaio d’annata non possono che far la loro gran figura. Giapponese anche il manubrio, marchiato Nitto e il nome del modello ci fa intuire la comodità mentre pedali: Albatross.

Perché alla… Domenica… devi star comodo e non pensare ad altro!

4 pensieri su “Domenica

  1. MASSIMO dice:

    Eh si Leo hai fatto bene anche questa, belli quei componenti giapponesi d’epoca sembrano decorati a mano, poi la sella inglese, telaio italiano, pedali francesi e così via… complimenti!

  2. roberto dice:

    complimenti , ottimo l’accostamento cromatico , e azzeccata la scelta del gruppo arabesque dona alla bicicletta quel tocco retro’.

  3. roberto dice:

    che dire, bellissima , si denota il buongusto per l’accostamento cromatico comune a tutte le bici che realizzi, si vede tutta la passione che ci metti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *