In Interviste

Le selle Idéale fanno parte della storia del ciclismo tanto quanto le Brooks anche se qualcuno di voi mi dirà che sono meno famose. Forse avete ragione ma..

Negli anni 40-70 dello scorso secolo le bici più belle erano montate Brooks o Idéale. La Brooks nata in Inghilterra nel 1886, la Idéale in Francia nel 1890, siamo là.

Parto dagli “inizi”, così capiamo chi era Idéale, per arrivare ai giorni nostri che secondo me sono la parte più bella di tutta la storia. Da parte mia, spero di rendere merito ai due protagonisti scrivendola bene.

GLI INIZI

Jean-François Tron è il fondatore, nel 1931 gli succedono prima i figli e poi il nipote, Pierre Berthet, che nel 1970 fonda la ditta “Tron & Berthet”.

In quegli anni le cose giravano bene: nel 1967 Roger Pingeon vince il Tour de France e la sua bici montava una Idéale modello “90”. Poi c’era un certo Daniel Rebour, amico di Pierre, che usava queste selle e forse pochi di voi sanno chi fosse questo tizio: un fantastico disegnatore tecnico che realizzava (parliamo di disegno a mano!) i cataloghi di Tullio Campagnolo nonché le illustrazioni in riviste specializzate. Un giorno, a pranzo, suggerì a Pierre di mettere a punto un metodo per rodare il cuoio, e facendo delle prove trovarono un sistema interamente eseguito a mano. È per questo motivo che nelle selle Idéale, per tradizione, è ancora inciso il suo nome, con la dicitura “Rodée main selon Rebour” (che sta ad indicare che la sella è stata rodata a mano secondo le indicazioni di Daniel Rebour).

Nel 1980 arrivano le selle in materiali sintetici la cui concorrenza (soprattutto di prezzo) sarà fatale: la fabbrica, che posiziona i suoi prodotti a livello alto, non riesce a competere e chiude in quello stesso anno.

I GIORNI NOSTRI (2011 – 2018)

Dopo 31 anni di silenzio assoluto, nel 2011 entrano in scena Frédéric Duces con la moglie Katia Dayde, 45 anni, ingegneri informatici che, diventati artigiani, ridanno vita a questo mito scomparso da tre decenni. La storia che mi hanno raccontato mi è piaciuta tanto, romantica e d’atri tempi. A tratti ho rivisto quella della mia officina che per certi versi vive di un sogno folle e m’è venuto da sorridere, ma questa è un’altra storia. Torniamo alla principale.

In quel periodo il loro lavoro di tecnici informatici diventa stretto, non si divertono più e va trovata una via d’uscita. Frédéric usa la bici fin da ragazzo e facendo un po’ di ricerche sulla rete inciampa su questo marchio francese, mitico ed emblematico.

Idéale era lì, di “dominio pubblico”, non apparteneva a nessuno. Parte tutto da qui ed iniziano i primi passi di Frédéric: le ricerche sul marchio, l’interesse per la lavorazione del cuoio, il contatto con Oliver Csuka di Cicli “Alex Singer” (marchio delle più belle bici francesi di tutti i tempi) che lo incoraggia nel progetto con un “mi raccomando, però, non risparmiare mai sulla qualità”.

Un gran daffare, una ricerca mastodontica, un impegno che ha richiesto circa 6 anni. Fred inviò addirittura un avviso di ricerca al municipio di Pont-Saint-Pierre (in Normandia) perché voleva contattare i vecchi dipendenti che lavoravano alla Tron & Berthet.  E li ha trovati! Alcuni accettarono di aiutarlo, tra cui una ex operaia che a quei tempi divenne la donna delle pulizie della famiglia Berthet. È grazie a lei che Fred riesce a contattare la famiglia stessa che non solo gli presta delle selle originali dell’epoca ma lo autorizza a riprendere il marchio. Da quel momento tutto diventa possibile.

Fred deposita il marchio Idéale e va in Normandia per parlare con i vecchi operai della fabbrica che lo consigliano e gli spiegano come avveniva il lavoro, ma restano un po’ perplessi sulla fattibilità del progetto quando lui chiede loro di accompagnarlo, di aiutarlo, di insegnargli il mestiere.

Fred va avanti per la sua strada e nel 2012 inizia a modellare il cuoio iscrivendosi ad un corso a Toulouse: vuole apprendere i rudimenti, vuole capire come si fa uno stampo. Processi che richiedono molto tempo, a cui si aggiunge la spola con Pont-Saint-Pierre per farsi confermare dai vecchi operai della fabbrica che le prove da lui realizzate siano in linea con la produzione di un tempo.

Molti degli attrezzi se li è costruiti da solo, non è un azzardo affermare che ogni sella è integralmente fatta a mano da Fred! Ma deve trovare anche un’officina dove infilare tutti i suoi utensili, macchinari, pelli e ciò che ha imparato. Chiede al Municipio di Pont-Saint-Pierre e si fa avanti un tizio di nome Guy Meslin che dirige un’officina che fabbrica utensili e macchinari per lavorare il cuoio e destinati a tappezzieri e sellai. Si entusiasma del progetto di Fred perché gli ricorda quando, da giovane, si lanciò con la stessa follia nella sua attività. Presta una parte del suo magazzino a Fred, gli mette a disposizione elettricità, acqua e due scrivanie come tavolo da lavoro. Niente riscaldamento, ma va bene lo stesso. Fred, sempre grazie alla disponibilità di Meslin, può usare le sue macchine per fare i test necessari senza dover comprare costosi utensili nell’immediato.

Il progetto di Fred e Katia non è ancora diventato professione per cui ci pensano bene prima di investire molti soldi nelle attrezzature necessarie. Nel 2012 la nonna di Fred viene a mancare e lascia un gruzzolo a suo nipote che, d’accordo con la moglie Katia, decide di investirlo nel progetto Idéale.

I successivi tre anni sono un continuo andirivieni tra Toulouse (dove vivono) e la Normandia, dove ci sono i vecchi operai. Tutto ciò per apprendere il “come si fa”, ma nonostante il loro aiuto, molte cose vanno apprese da soli: i tempi di posa del colore, come dare le tinte alle pelli, i dosaggi. Sono tantissimi i test per arrivare a capire le tecniche originali. Nel frattempo, Fred riesce a contattare la discendente di Daniel Rebour la quale concede l’autorizzazione ad usare la di lui firma sulle selle. Fatta anche questa!

Durante tutto questo periodo preparatorio, che va avanti dal 2015, molte altre persone danno il loro aiuto a Fred e Katia: il modellatore che gli permette di fare gli stampi, i tornitori per fare alcuni utensili, altri operai che gli insegnano la concia delle pelli, alcuni sellai che gli parlano delle caratteristiche dei pellami e gli indicano i migliori fornitori a cui rivolgersi per acquistarli. Informazioni che valgono oro per il nuovo artigiano che sta nascendo.

Dopo ulteriori ricerche per riuscire ad ottenere tutte le caratteristiche originali delle vecchie selle, rivetti e ferramenta inclusi, si giunge al primo prototipo: siamo nel 2016. È giunta l’ora di prendere il volo: lo Statuto d’impresa viene depositato il 9 giugno 2016.

La rinata sella Idéale viene esposta per la prima volta durante la prima ri-edizione del c.d. Concours de Machines: due partecipanti, Cycles Cattin e Victoire, la montano sulle loro bici. Ma qui vi devo aprire una parentesi: cos’è il Concours de Machines?

Agli inizi del secolo scorso (1903), il Touring Club francese ideò questa competizione dedicata alle bici. A quei tempi la Francia era un leader nell’industria del ciclismo. La maniacale passione per i telai fatti a mano ha creato marchi leggendari, su tutti René Herse e Alex Singer, e i ciclisti più forti si facevano creare bici su misura, dettagliatissime, che potevano costare anche 5 stipendi.

Questa manifestazione era una gara che si stendeva su centinaia di km e i più bravi maestri artigiani presentavano le loro bici da viaggio (“machines”), sfidandosi a vicenda. Magari non erano loro stessi a pedalare la propria bicicletta, forse anche a quei tempi si arruolava il migliore corridore per far vincere la propria macchina! Proprio come adesso… Dunque era un concorso che fungeva da spinta per produrre bici sempre più leggere e precise e affidabili, e belle.

Nel corso degli anni vi furono varie modifiche di percorso e kilometraggio. Dopo il 1949 non venne più fatto e il Concours de Machines è rinato nel 2016 per la prima “nuova edizione”. L’interesse per le bici fatte a mano, la voglia di molti giovani maestri telaisti, portò nuovo ossigeno al movimento e il Concours era l’occasione per i costruttori di telai di stare assieme, scambiarsi idee, promuovere le proprie conoscenze e far vedere il loro fantastico lavoro.

Oggi, il “nuovo” (e rinato) Concours si tiene in estate ad Ambert, Auvergne, in Francia. Non meno di 30 maestri telaisti – con le loro “macchine” fatte a mano – vengono dal Mondo (Germania, Slovacchia, Svezia, Giappone, USA….) per presentare le loro creazioni al Mondo.

Il Concours non è una gara, ma una prova tecnica. Ogni partecipante presenta una bici pensata, disegnata e fatta da lui. Due prove di circa 200 km, che mischiano strade e sentieri, mettono a prova le bici stesse e la loro affidabilità. La qualità delle stesse, il peso, il livello di innovazione viene poi valutato da una giuria di qualità.

Dopo questa digressione, torniamo a Fred e Katia che nel marzo 2017 finalmente installano il loro atelier a Toulouse. È rinata Idéale!!!

Per adesso è disponibile il modello “90” con uno chassis in acciaio. Le selle e tutti i “pezzi” che le compongono sono esattamente identici alle antiche Idéale, fabbricate nello stesso modo, a mano, da Fred in persona.

Viene usato solo cuoio della migliore qualità possibile, conciato al vegetale per 12 mesi con corteccia di quercia. Il pellame viene fornito dall’unica conceria francese che è ancora in grado di produrre pelli di altissima qualità. Come un tempo, il modello 90 è proposto in cuoio naturale o in cuoio nero. Il nero è ottenuto facendo reagire i sali di metallo con i tannini della pelle, è un metodo antichissimo che i romani usavano per tingere i sandali.

Tutta la pelle viene misurata e selezionata in base allo spessore e alla consistenza. Secondo la tradizione e i test, per i ciclisti che pesano meno di 75 chili vengono usate pelli più morbide, mentre quelle più dure sono utilizzate per i ciclisti che pesano più di 75 kg.

È Fred che produce le selle, per cui sono disponibili solo piccole quantità e la vendita vuole essere curata nei minimi dettagli per ogni cliente. La Idéale 90 ha un prezzo di vendita indicativo di € 250.

Seguite su Instagram questi due ragazzi e la loro storia semplicemente fantastica!! A breve sarà pronto anche il loro sito web.

FONTI e FOTO

Questo articolo l’ho potuto fare grazie a Katia (la moglie di Fred) con la quale ci siamo scambiati diverse e-mail di stima e apprezzamento, nonché con il servizio realizzato dalla Rivista specializzata “Le Randonneur”, n. 66 di gennaio 2018 (pagg. 62-65).

Ringrazio entrambi sia per i racconti che per le foto.

Comments
  • katia
    Rispondi

    Grazie Mille Leo for your wonderful article, and congrats for your website !

    Ciao ! Katia and Fred (selles Idéale)

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