Una Ferrari a due ruote

Questa bici era dello zio di una mia cara amica, la usava tantissimo e ne era gelosissimo. La sua salita preferita era quella per Cima Pòrtule che si trova nella parte occidentale dell’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza.

Finita a novembre 2013

Componenti
  • telaio in acciaio a congiunzioni Rolard Dartardi (Vicenza)
  • tg 55.5
  • guarnitura Campagnolo Nuovo Record 50-45 t
  • movimento centrale Campagnolo
  • cerchi Fiamme per tubolari
  • mozzi FB (f.lli Brivio) marchiati Campagnolo
  • deragliatore Campagnolo
  • cambio Campagnolo “corsa” (o “due leve”)
  • ruota libera Regina 16-24 t
  • serie sterzo Magistroni
  • pipa e piega manubrio 3ttt Competizione
  • freni Balilla
  • nastro manubrio Brooks
  • sella Record
  • pedali Roto Italy
  • tubolari Vittoria Rally
Com'era
Cima Portule

Questa è sempre lei, “prima” però.

6 pensieri su “Cima Portule

  1. GIULIO PIOVENE dice:

    Non posso che dirvi Grazie. Sono realmente commosso mentre vi scrivo. Non avevo mai visto la bici così bella ed ero troppo piccolo per apprezzarne le caratteristiche. Ricordo che rimanevo incantato nel vedere come mio padre cambiava marcia: pedalando all’indietro e chinandosi a destra per manovrare le leve nella parte posteriore del telaio. Con la vita cittadina il papà l’aveva modificata per un uso più quotidiano e poterci comunque correre. Rivederla ora, nel suo splendore originale, mi emoziona. Regalandola allo zio e grazie all’impegno e alla dedizione che avete messo nel restauro abbiamo fatto un omaggio alla memoria di mio padre Andrea Piovene. Sono felice e commosso di sapere che correrà ancora. Grazie.
    Giulio Piovene

  2. Diego dice:

    Meravigliosa. Trovo però che abbia un grave “difetto”. Io una bici cosi non potrei mai usarla. E’ un gioiello da ammirare custodito gelosamente in una teca. Le sue cromature, il gusto dei particolari, la ricerca della perfezione stilistica fanno di questa bici un giioiello da tenere nel caveau di una banca. Come sopportare l’idea che schizzi di fango dell’utilizzo cittadino possano intaccare il suo vestito da Gran Dama?
    Complimenti Leo, sei il Caravaggio del restauro conservativo

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